Armando Sanna - Sport

Focus: lo sport, un’esperienza di vita autentica.

Sant'Olcese
17
Aug

Focus: lo sport, un’esperienza di vita autentica.

Sant'Olcese

Doping VS dimensione ludica dello sport: sull’importanza di offrire autentiche esperienze sportive

Le società contemporanee dell’Occidente hanno posto in essere, a partire dalla seconda metà del Novecento, un “terzo spazio” che viene ad affiancarsi a quello della famiglia e delle istituzioni scolastiche: lo sport. Definito dalla letteratura sociologica quale “terza agenzia di socializzazione“, si configura essere uno spazio aperto a tutti e una preziosa occasione per lo sviluppo fisico, psicologico e sociale della persona.

Centri e società sportive, associazioni, oratori, e ogni altro ambiente formativo, permettono di praticare sport, scegliendo tra un ampio ventaglio di discipline. Senza ogni dubbio, il territorio urbano ed extraurbano è punteggiato da una vasta rete di opportunità e proposte a cui è possibile accedere liberamente, ma il problema riguarda, piuttosto, la qualità “pedagogica” di tali offerte.
Lo sport diventa occasione di educazione, formazione e crescita nel momento in cui privilegia l’incontro e il rispetto dell’altro, rifuggendo da qualsiasi condotta agonistica e competitiva, da diverse forme di antagonismo già così tanto presenti nelle logiche politiche, sociali ed economiche. Lo sport dovrebbe essere, anzitutto, ludus, divertimento, educazione alla ludicità.

Come forse saprete, in tutti questi anni, ho avuto modo conoscere e vivere il mondo dello sport, facendo indirettamente esperienza di che cosa significhi cadere all’interno della trappola del dopaggio, vero “tallone d’Achille”. Il fenomeno del doping, sia a livello professionistico sia nella pratica dilettante, ha ormai assunto proporzioni gigantesche nello sport.
L’uso illegale di droghe o psicofarmaci, somministrati ad atleti per esaltarne le prestazioni, agisce in modo devastante sulla salute, sul proprio equilibrio nonché sulla vita stessa. Lo sport, in questo caso, non risponde più a quell’attività umana intesa a sviluppare le potenzialità psico-fisiche del soggetto, ma diventa primato da raggiungere, performance rivolta alla vittoria, agonismo e competizione. In tal modo, viene annullata l’idea secondo la quale lo sport è gioco, oltre a tradire il messaggio etico: l’atleta è ridotto ad una macchina comandata per conseguire risultati, ed ogni eccesso diventa giustificato purché conduca al successo.
Quando viene a mancare l’etica, lo sport soccombe e con esso muoiono o si ammalano gli atleti. È difficile tentare di decifrare se questa linea di tendenza sarà in futuro contenuta, contrastata o sconfitta.
Mi sembra però legittimo sostenere che, allontanandosi da qualsiasi tentativo di dimenticare o rinnegare la sua dimensione ludica, lo sport può diventare un essenziale aspetto formativo ed educativo della vita umana.

Allora, vi invito a “correre” con me, non solo nello sport ma anche nella vita e questa volta la gara è davvero importante per tutti noi: dare voce all’Entroterra genovese alle prossime elezioni regionali della Liguria: 20-21 settembre.

Io sono un Sindaco in corsa per la Liguria – per voi!

Grazie,
Armando Sanna

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