Ma non era un “buchetto”?
“Ma non era un buchetto?” Per mesi ci hanno detto che era tutto sotto controllo. Oggi, però, la Giunta Bucci è in aula per approvare un provvedimento da 119 milioni di euro per coprire il disavanzo della sanità ligure. E allora forse il mio pallottoliere serviva davvero. Il problema è che a pagare questo conto non saranno loro, ma i liguri: con meno servizi, più attese e una sanità sempre più in difficoltà.
Sanità: andare oltre i gettonisti, serve programmazione!
Primo passo importante l’approvazione del mio ordine del giorno. I gettonisti servono nelle emergenze, ma dentro gli ospedali ci sono professionisti che ogni giorno mandano avanti la sanità pubblica con impegno e sacrifici enormi. Ora serve un piano serio di assunzioni: stabile, strutturato e non fatto di interventi una tantum.
AMT andava salvata.
Per i lavoratori, per migliaia di cittadini, per il futuro del trasporto pubblico ligure.Per questo oggi abbiamo votato la legge sui 40 milioni di euro.Ma sia chiara una cosa:se oggi servono 40 milioni urgenti, allora la crisi esiste eccome. E chi governa la Regione non può fare finta di niente dopo averla negata per mesi.Perché c’è un paradosso evidente:Bucci oggi prova a mettere la toppa a un problema che nasce dagli anni in cui governava lui.Noi abbiamo scelto la responsabilità.Il centrodestra invece continua a
La Valpolcevera non è un territorio da prendere in giro.
Oggi il Governo festeggia 13 milioni per il Campasso, ma arrivano dopo anni di ritardi, promesse mancate e problemi mai risolti.Questi fondi non bastano: non risolvono il nodo ferroviario e non cancellano i disagi che i cittadini vivono ogni giorno, tra cantieri, quartieri sotto pressione e risorse che prima spariscono e poi ricompaiono sotto forma di annunci.Va bene ogni investimento, ma non si può raccontare tutto questo come un traguardo.È solo un tassello minimo dentro una situazione molto più complessa.La Valpolcevera ha già dato
Chiudere o spostare reparti non è una riforma sanitaria. È un indebolimento del territorio.
Chiudere o spostare reparti non è una riforma sanitaria. È un indebolimento del territorio.In queste ore arrivano notizie molto preoccupanti: la possibile chiusura delle Cure Intermedie dell’ospedale Gallino lo spostamento della Reumatologia dell’ospedale La CollettaDecisioni che stanno creando grande incertezza tra operatori sanitari e cittadini.Dopo la pandemia ci avevano detto che la priorità sarebbe stata rafforzare la sanità territoriale.Invece oggi vediamo il contrario: reparti che funzionano, costruiti con anni di lavoro e professionalità, rischiano di essere ridimensionati o trasferiti senza chiarezza.Non è così che si difende
La salute pubblica torni al centro!
Nella scorsa giornata nazionale dedicata al personale sanitario ho concluso il ciclo di visite negli ospedali del territorio. Ho ascoltato medici, infermieri, operatori. Adesso si passa ai fatti. Porteremo in Consiglio regionale le loro istanze per correggere una riforma sanitaria imposta dall’alto e che oggi mostra tutti i suoi limiti. La salute pubblica deve tornare al centro. Non negli slogan, ma nelle scelte. Vai al video CLICCA QUI
Frana Aurelia, gli impegni concreti della Regione
Frana Aurelia gli impegni concreti della Regione Come avevo annunciato nel post precedente, oggi in Consiglio regionale abbiamo portato un ordine del giorno, firmato da tutti i capigruppo, che impegna la Regione Liguria ad attivarsi subito per: ottenere la gratuità dell’A10 tra Arenzano e Genova Pra’ per tutta la durata della chiusura dell’Aurelia evitare lavori sull’autostrada in concomitanza con l’interruzione della SS1 garantire alternative di trasporto pubblico, anche su ferro, per i cittadini colpiti dai disagi Questo percorso è stato condiviso con i sindaci
AMT: i conti tornano. Le scuse no.
AMT: i conti tornano. Le scuse no. Per mesi ci hanno detto che il problema non esisteva. Per mesi chi parlava di debiti veniva accusato di esagerare. Oggi emergono i numeri: oltre 200 milioni di buco e una crisi certificata dagli atti. Non è successo ieri. Non è colpa di chi oggi prova a mettere ordine. Negli anni in cui AMT affondava, a Palazzo Tursi governava l’attuale presidente della Regione. Le stesse persone, la stessa linea, lo stesso racconto: “va tutto bene”. Una negazione sistematica che ha lasciato crescere il problema
Bilancio regionale: la Liguria raccontata dalla Giunta non è quella che vivono i cittadini
Il Consiglio regionale ha approvato ieri il bilancio della Regione Liguria. Un passaggio importante, che chiude giorni di discussione e confronto. Ma anche un momento che ha messo in evidenza una distanza ormai evidente: quella tra la Liguria raccontata dalla maggioranza e la Liguria reale. In aula si è parlato di conti “in ordine”, di riforme “epocali”, di numeri che tornano, con un governatore "risolutore di problemi" come il celebre Mr.Wolf di Pulp Fiction. Fuori dall’aula, però, i liguri fanno i conti con liste d’attesa infinite nella sanità, affitti insostenibili, salari che non bastano, giovani costretti ad andare via. Il problema di
Sanità ligure: basta favole, serve verità
In Liguria sta andando in scena una riforma sanitaria che non nasce per migliorare il servizio, ma per rispondere alle urgenze di bilancio della Giunta e per dare l’ennesimo colpo alla sanità pubblica.La verità è questa, chiara e semplice.Tutto il resto è favola. Perché favola?Perché ciò che viene raccontato non coincide con ciò che i cittadini vivono ogni giorno nei pronto soccorso saturi, nelle liste d’attesa interminabili, nei reparti sotto organico.E quando la politica arriva al punto di dover nascondere i fatti dietro una narrazione
