Sanità: Entroterra significa modello distribuito, per dare più presenza e servizi

Pontedecimo
27
Aug

Sanità: Entroterra significa modello distribuito, per dare più presenza e servizi

Pontedecimo

In attesa del futuro ospedale del ponente, appare evidente la necessità di avere un presidio sanitario adeguato per Valpolcevera e Valle Scrivia, progetto che non può escludere l’Ospedale Gallino di Pontedecimo. Nell’entroterra ed in Valpolcevera siamo quasi al collasso. Perse migliaia di prestazioni ambulatoriali, chiusi sistematicamente consultori e primi interventi, impoverimento graduale delle Guardie Mediche. Una gestione che vede uno spostamento massiccio di risorse nelle convenzioni con i privati, nel pendolarismo sanitario su altre regioni, nei finanziamenti per i lavori dei nuovi ospedali privati e, naturalmente, verso Alisa.

Occorre invece muoversi in senso diametralmente opposto. Rinnovare e strutturare i presidi territoriali, potenziare la medicina preventiva, investire su maggiore efficienza informatica, sulle assunzioni stabili e sulla formazione del personale che lavora sul campo. Servono incentivi per i medici di base che fanno attività ambulatoriale nei piccoli centri, dove esiste una rete associazionistica che offrirebbe gratuitamente il supporto logistico, come avviene ad esempio nel mio Comune, a Sant’Olcese, che accoglierebbe a braccia aperte anche un nuovo potenziamento delle Guardie Mediche.

Per fare tutto ciò occorrerà senz’altro valorizzare le competenze e la meritocrazia nella scelta delle figure di vertice e di responsabilità professionale, insieme con una revisione dei sistemi di accreditamento, per migliorare le qualità dell’offerta socio-sanitaria e sostenere le realtà dell’entroterra.

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Armando

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