Bilancio regionale: la Liguria raccontata dalla Giunta non è quella che vivono i cittadini
Un passaggio importante, che chiude giorni di discussione e confronto. Ma anche un momento che ha messo in evidenza una distanza ormai evidente: quella tra la Liguria raccontata dalla maggioranza e la Liguria reale.
In aula si è parlato di conti “in ordine”, di riforme “epocali”, di numeri che tornano, con un governatore “risolutore di problemi” come il celebre Mr.Wolf di Pulp Fiction.
Fuori dall’aula, però, i liguri fanno i conti con liste d’attesa infinite nella sanità, affitti insostenibili, salari che non bastano, giovani costretti ad andare via.
Il problema di questo bilancio non è solo quello che contiene, ma soprattutto ciò che manca.
E ciò che manca pesa molto di più.
🔴 Sanità: tante riorganizzazioni, pochi risultati
Sulla sanità abbiamo assistito a una continua danza dei numeri: il disavanzo cambia a seconda delle interviste, ma la realtà resta sempre la stessa.
Mesi di attesa per una visita, carenza di personale, medici e infermieri che lasciano la Liguria, sempre più persone che rinunciano a curarsi.
La risposta della Giunta è una nuova riforma di governance: nuovi assetti, nuovi accentramenti, nuove strutture.
Ma le riorganizzazioni non curano i pazienti e non riducono le liste d’attesa. Si continua a confondere il mezzo con il fine.
🔴 Casa: un’emergenza ignorata
Sfratti in aumento, graduatorie infinite, affitti fuori controllo.
Il governo nazionale taglia i fondi e la Regione, in questo bilancio, non mette in campo nessuna strategia.
Nessun piano casa, nessuna visione, nessuna assunzione di responsabilità.
Eppure basterebbe parlare con una famiglia qualsiasi per capire che questa è una priorità assoluta.
🔴 Giovani e lavoro: tante parole, pochi investimenti
Si parla di futuro, ma si boccia l’aumento dei fondi per i tirocini.
Si dice che “va tutto bene”, mentre i giovani continuano ad andarsene e la Liguria continua a invecchiare.
🔴 Scelte politiche chiare (ma sbagliate)
In questo bilancio si trovano risorse per mantenere in vita strutture che producono pochi risultati,
ma si boccia tutto ciò che va nella direzione di sostenere chi è in difficoltà:
Niente premialità ai Comuni che combattono l’evasione,
Niente rafforzamento del trasporto pubblico locale,
Niente politiche redistributive vere.
Questo bilancio non è neutro.
È un bilancio che investe sugli apparati e non sulle persone, sulle strutture e non sulle politiche.
La Liguria è la regione più anziana d’Europa, con un entroterra che si svuota, una popolazione che cala e una povertà che cresce.
Davanti a questa realtà servirebbe coraggio, servirebbero scelte chiare, servirebbe dire: questa è la priorità e qui mettiamo le risorse.
Invece la Giunta preferisce una narrazione rassicurante, che racconta che va tutto bene.
Ma la realtà, prima o poi, presenta il conto.
👉 Il Partito Democratico ha votato contro questo bilancio perché crediamo che la Liguria meriti politiche vere, non solo racconti.
Continueremo a lavorare per una Regione che metta al centro le persone, non le strutture.