La Valpolcevera non è un territorio da prendere in giro.
Oggi il Governo festeggia 13 milioni per il Campasso, ma arrivano dopo anni di ritardi, promesse mancate e problemi mai risolti.
Questi fondi non bastano: non risolvono il nodo ferroviario e non cancellano i disagi che i cittadini vivono ogni giorno, tra cantieri, quartieri sotto pressione e risorse che prima spariscono e poi ricompaiono sotto forma di annunci.
Va bene ogni investimento, ma non si può raccontare tutto questo come un traguardo.
È solo un tassello minimo dentro una situazione molto più complessa.
La Valpolcevera ha già dato tanto e continua a pagare il prezzo più alto.
Servono fatti, non propaganda.
Perché anche il porto cresce davvero solo se cresce insieme al suo territorio.